O-shōgatsu – お正月

Rimaniamo in tema di festività per accogliere l’anno nuovo parlando di due decorazioni che si possono trovare nelle case e negli esercizi commerciali giapponesi durante questo periodo dell’anno.
di Christian Savini

Quando inizio a vedere esposte per la vendita queste decorazioni inizio a rendermi conto che un altro anno sta volgendo al termine e che quello nuovo è ormai alle porte. Tra impegni di lavoro e famiglia anche il 2023 è stato molto impegnativo ed intenso e non vedo l’ora che inizino le vacanze per rilassarmi un po’ e ricaricare le pile o la mia tamashi, la mia anima, perché come vedremo in seguito in Giappone si crede che il kami del nuovo anno condivida la sua anima ogni anno con tutte le creature viventi per conferire loro la forza necessaria per affrontare l’anno a venire.


Il kadomatsu – 門松

Il kadomatsu, letteralmente “pino all’entrata”, é una decorazione tipicamente giapponese che viene esposta all’entrata delle abitazioni o all’entrata principale di aziende ed attività commerciali durante il matsu no uchi (松の内), ovvero il periodo che va dal 28 Dicembre al 15 Gennaio, quando ci si prepara ad accogliere il kami del nuovo nelle case. Non sempre si tratta di un pino, spesso le decorazioni prevedono anche bambù e sono molto diverse da regione a regione. Il loro scopo è quello di dare il benvenuto alle persone e fungono da guida per il kami del nuovo anno. Come ho già spiegato in un altro articolo, nel Giappone antico, il pino, e gli alberi in generale, erano considerati degli shintai (神体) perché considerati la manifestazione materiali del kami. Si credeva che le divinità vivessero al loro interno e per questo motivo, in passato un pino solitario veniva spesso collocato all’interno di un giardino o il legno di alberi particolarmente alti e robusti veniva usato nella costruzione dei santuari.
Un tempo, i pini che decoravano la porta venivano raccolti dagli stessi abitanti del villaggio. I pini non potevano però provenire da un qualsiasi luogo, ma venivano raccolti dalla montagna posizionata nella direzione fortunata dell’anno (la direzione dalla quale si credeva arrivasse la divinità). Esistono quattro direzioni che cambiano di anno in anno. Questa usanza era conosciuta con il nome di matsumukae (松迎え). Durante il periodo Edo, i costruttori presenti in città preparavano diverse decorazioni e andavano di casa in casa ad esporle.
Con il passare del tempo, il kadomatsu cambiò forma e diventò sempre più elaborato. Forse la vanità  delle persone di mostrare la propria ricchezza o semplicemente il desiderio di ricevere maggiori benedizioni portò alla nascita di composizioni sempre più elaborate che accostarono al classico pino anche altre piante che entrano a far parte della tradizione. Sino alla modernità, che con il suo processo di evoluzione del design ha trasformato il pino, da protagonista del kadomatsu, a semplice comprimario preferendo a volte l’utilizzo del bambù come pianta principale della composizione. Tuttavia, negli ultimi anni, le antiche tradizioni stanno riaffiorando nel paese e sempre più spesso si vedono in vendita kadomatsu formati da un singolo pino che è allo stesso tempo guardiano e veicoli del kami del nuovo ed ė tutto quello che serve per accoglierlo nel migliori dei modi.
In commercio oltre alla composizione che utilizzano solamente il pino si possono trovare diverse varianti che hanno come protagonista il bambù.

Sogi – そぎ
Al centro della composizione ci sono dei bambù che presentano un taglio centrale obliquo. Si dice che questo disegno sia stato utilizzato da Tokugawa Ieyasu, ma la sua autenticità è incerta.

Zundō – 寸胴

Questa composizione ha un pezzo di bambù tagliato orizzontalmente. Si ritiene che porti fortuna perché si dice che non ha la bocca aperta (quindi non fuoriesce il denaro) ed è favorito dalle banche e dalle attività commerciali.


Shimenawa – しめ縄  e Shimekazari – しめ飾り

 Le shimenawa (しめ縄, corde sacre) indicano che un luogo è sacro e adatto al culto delle divinità. Servono per delimitare il confine tra il regno dei kami e questo mondo, impedendo alle cose impure di entrare. Si dice che l’origine di questa tradizione si possa far risalire alla mitologia giapponese. Secondo a quando riportato nel Kojiki e nel Nihon-shoki la divinità del sole Amaterasu, stanca del comportamento molesto del fratello Susa no O, si rifugiò in una grotta conosciuta con il nome di ama no iwato (天の岩戸, Lett. Grotta del paradiso) e, rifiutandosi di uscire privo il mondo della luce. Gli altri kami, su consiglio della divinità Omoikane, allestirono un banchetto all’entrata della grotta nel tentativo di convincere Amaterasu ad uscirne senza però avere successo. Fino a quando la divinità conosciuta come Ame no Uzume no Mikoto, cimentandosi in una danza alquanto provocatoria, fece esplodere di risate il gruppo di divinità. Amaterasu interessata da tutta quell’allegria, si avvicinò all’entrata della grotta e guardo fuori dove vide la sua immagine riflessa nello specchio conosciuto con il nome di Yata no Kagami, che i kami avevano costruito appositamente per quello scopo. Nel momento in cui Amaterasu si affacciò sull’entrata della grotta Ame no Tajikarao la trascinò fuori ridando così nuovamente luce al mondo intero. L’entrata della grotta fu subito sigillata con un shimenawa per impedire ad Amaterasu di rientrarvi. Lo specchio Yata no Kagami (八咫鏡) fa parte dei sanshu no jingi (三種の神器, tre sacri tesori), ovvero insieme alla spada Kusanagi no Tsurugi (草薙劍) e alla gemma, Yasakani no Magatama (八尺瓊勾玉) è una delle tre insegne imperiali del Giappone. La spada rappresenta il valore, lo specchio la saggezza e la gemma la benevolenza. La spada è custodita presso il santuario di Atsuta a Nagoya, lo specchio presso il santuario di Ise situato nella prefettura di Mie e la gemma è custodita presso il palazzo imperiale di Tōkyō.


Le shimekazari sono decorazioni che vengono esposte sull’uscio di casa ed hanno la stessa funzione delle shimenawa, ovvero tenere lontano gli spiriti maligni e accogliere il kami del nuovo anno indicandogli la strada (un po’ come le lanterne che, esposte durante il Bon, aiutano le anime degli antenati a ritrovare la via di casa). Allo stesso modo delle shimenawa, gli shimekazari indicano che un luogo è sacro e adatto al culto delle divinità. Servono come confine tra il regno dei kami e questo mondo, impedendo alle cose impure di invadere quell’area. Per questo motivo, quando si avvicina il Capodanno, la gente si prepara ad accogliere i kami del nuovo anno decorando le proprie case con shimenawa (corde di paglia sacre) e shimekazari (decorazioni per il nuovo anno).
Esistono diversi tipi di shimenawa shimekazari a seconda dello scopo e della regione. In passato, il capofamiglia incaricato di organizzare gli eventi di Capodanno preparava ed esponeva queste decorazioni ma col tempo questa operazione si è gradualmente semplificata ed ora vengono collocate all’ingresso o sul kamidana.
Come detto in precedenza, queste decorazioni vengono fondamentalmente esposte all’ingresso per dare il benvenuto al kami del nuovo anno o su un altare shintoista, ma esiste un’ampia varietà di divinità che possono essere venerate, come il kami del kamado, il kami dell’acqua e molte altre.
Queste decorazioni sono create con listarelle di paglia intrecciata e decorate con vari ornamenti tipici come ad esempio:

Kamishide (紙垂) ornamenti di carta shintoisti dalla caratteristica forma a zigzag che stanno a rappresentare la discesa dei kami.

Urajiro (裏白) le foglie di felce simbolo di purezza di buon auspicio per la prosperità della famiglia.

Daidai (橙) un tipo di arancia che augura prosperità di generazione in generazione. Giocando con i kanji il nome di questo frutto può essere scritto anche in questo maniera 代々, usando il kanji di generazione.

Aragoste: sono ornate anche con aragoste la cui forma del corpo ricorda le sembianze di un uomo anziano. Sono quindi un simbolo di buona fortuna.

Rami di pino: segno di longevità data la loro natura di piante sempreverdi.

Queste decorazioni possono essere esposte a partire dal 13 Dicembre che è conosciuto anche come shōgatsu koto hajime (正月事始め, inizio delle preparazioni per lo shōgatsu). Perlopiù i giapponesi le espongono una volta passato il 25 Dicembre, dopo aver ritirato le decorazioni natalizie. La maggior parte dei giapponesi cerca di evitare di esporle il 29 Dicembre perché la lettura di 29 niju-ku (二重苦) che scritto con i kanji tra parentesi significherebbe un giorno con la sovrapposizione di due sofferenze
Queste decorazioni una volta rimosse vengono bruciate il 15 Gennaio in occasione della cerimonia detta sagichō (左義長) ma conosciuta anche con il nome di dondon-yaki (どんどん焼き) che si tiene presso i santuari shintoisti per segnare la fine dei festeggiamenti del nuovo anno.

Shimenawa, shimekazari e modernità.
Oggi sono disponibili molti tipi moderni e molte persone le realizzano a mano seguendo i propri gusti e lo stile del proprio arredamento. L’importante è considerare e mantenere il significato originale, è importante usare la paglia per la creazione della propria decorazione e includere sempre dei portafortuna in quando la cultura giapponese è ancora intrisa di queste superstizioni.

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