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ひな祭り – Hina Matsuri

Il 3 Marzo segna un evento speciale nel calendario giapponese: è il giorno dello Hinamatsuri (ひな祭り), il Festival delle Bambole. Questa celebrazione è dedicata alla gioia e al benessere delle ragazze, augurando loro una vita piena di felicità e una crescita prospera. La data, nel calendario lunare, coincide con il periodo in cui i fiori di pesco sbocciano, da cui il nome momo no sekku (桃の節句, letteralmente il “festival delle pesca”).

Le radici dello Hinamatsuri affondano nelle tradizioni dell’antica Cina, dove cerimonie simili erano praticate per scacciare la sfortuna. Queste pratiche trovarono poi casa in Giappone, dove si fusero con il gioco delle bambole amato dalla nobiltà. Questa sinergia tra culture e tradizioni ha plasmato l’Hinamatsuri così come lo conosciamo oggi, un momento speciale per celebrare le giovani donne e augurare loro un futuro luminoso.

Hinamatsuri, è tradizionalmente celebrato il 3 Marzo, nel giorno del Jōshi no sekku (上巳の節句), il secondo dei gosekku (五節句, le cinque festività più importanti del calendario giapponese), durante il quale si praticava un rito purificatore chiamato Misogi (禊).

Il misogi era un antico rituale di purificazione con acqua, seguito da un sontuoso banchetto per allontanare la sfortuna e il kegare (穢れ), l’impurità. Il kanji utilizzato per “misogi” si legge anche come “harau“, ovvero purificare

Si ritiene che la celebrazione del jōshi no sekku sia alla base del festival delle bambole.

Inizialmente, il festival non era dedicato esclusivamente alle ragazze, ma rappresentava piuttosto una cerimonia di purificazione volta a invocare una primavera prospera e la buona salute.

Durante lo hinamatsuri è comune adornare le case con le tradizionali bambole Hina e fiori di pesco, creando un ambiente vivace e colorato adatto alle ragazze. Per augurare alle ragazze una vita senza malattie e una crescita felice, le famiglie si riuniscono intorno a tavole imbandite con prelibatezze ispirate dall’Hina matsuri.

Oltre alle bambole e ai fiori di pesco, sono consumati diversi piatti tradizionali. Tra i piatti emblematici di questa festa, troviamo il chirashi zushi (ちらし寿司) un’armoniosa miscela di riso e pesce.

La zuppa di vongole conosciuta come hamaguri no o-suimono (ハマグリのお吸い物), con la sua base ricca e saporita, è un’altra pietanza popolare tipica dello Hina matsuri, che aggiunge un tocco di comfort e calore alle tavole festose. Ma non possiamo dimenticare gli hina arare (ひなあられ), snack di riso croccante che rappresentano la tradizione in ogni morso.

Passando ai dolci, il sakura mochi (桜餅) spicca per la sua bellezza e delicatezza. Questo dolce primaverile incarna l’eleganza dei petali di ciliegio e offre un’esperienza gustativa unica. Le torte, invece, adornate con fragole succose e colorate, trasformano l’atmosfera in un tripudio di dolcezza e gioia, completando così l’esperienza festosa dello Hina matsuri.

L’origine dello Hina matsuri risale al periodo Heian (平安時代, 794-1185), un’epoca di grande effervescenza culturale e artistica nel paese. Durante questo periodo storico, si assistette alla nascita di molte tradizioni che ancora oggi caratterizzano la vita e la cultura giapponese.

Inizalmente era conosciuto come nagashi-bina (流し雛), il Festival delle Bambole Galleggianti. Questa pratica, che affonda le sue radici nel periodo Heian, è ancora osservata con gioia e devozione in molte zone del Giappone.

Le bambole Hina esistevano certamente nel periodo Heian ma in quei tempi antich non erano oggetti destinati all’esposizione o alla decorazione, ma piuttosto semplici giocattoli destinati all’intrattenimento dei bambini.

L’antico rituale del nagashi-bina (流し雛) o hina-nagashi (雛流し) è considerato il precursore dell’Hinamatsuri, così come lo conosciamo oggi. Secondo quanto riportato nel Genji Monogatari, le persone praticavano questo rituale posizionando delle katashiro (形代), ovvero rappresentazioni di coloro che desideravano allontanare, su piccole barche. Queste barche venivano poi lasciate libere di galleggiare tra le onde del mare di Suma, situato nella città di Kobe.

Nel passato del Giappone, le malattie e le avversità non venivano affrontate con l’aiuto della medicina, ma erano interpretate come “sfortune” o “maledizioni”, credenze che permeavano profondamente la vita e la cultura del popolo giapponese. In quei tempi, si credeva che le piante e gli elementi naturali fossero abitati da forze divine, e questa concezione influenzava profondamente il modo in cui le persone affrontavano le malattie e cercavano sollievo dal dolore.

L’Hinamatsuri, ha radici che affondano in queste credenze antiche. Si dice che questo festival abbia avuto origine dalla pratica di plasmare foglie e altri doni della natura in forma umana, conosciuta come katashiro.

Queste venivano applicate sulle parti doloranti del corpo, con la speranza di trasferire il dolore stesso nella katashiro. Successivamente, venivano gettate in un fiume o nel mare come parte di un rito simbolico di purificazione e di liberazione dalle sofferenze.

Le bambole Hina sono dei piccoli tesori realizzati con cura dalle mani di abili artigiani, con la speranza di favorire una crescita sana e felice per i bambini.

Originariamente, durante il periodo Heian, queste bambole svolgevano il ruolo di katashiro, oggetti simbolici utilizzati per allontanare le influenze negative e le malattie dai neonati. Questa pratica, conosciuta attraverso riti come l’amagatsu o l’ houko, si diffuse ampiamente durante il periodo Edo, diventando una tradizione consolidata nel panorama culturale giapponese.

ll nagashi-bina rappresenta, fondamentalmente, un rituale semplificato che simboleggia il trasferimento delle negatività dai neonati sotto forma di “katashiro” nelle acque limpide dei fiumi, esprimendo il desiderio di una vita libera da malattie. Fin dai tempi antichi, si è creduto che i fiumi in costante movimento avessero il potere di purificare e commemorare.

Tuttavia, oggi, non è più consuetudine gettare oggetti nei fiumi per preservare la loro purezza. Durante gli eventi nagashi-bina in tutto il paese, si adottano reti e altre strutture per recuperare le barche di legno e gli oggetti galleggianti, rispettando l’importanza della conservazione ambientale e della salvaguardia dei corsi d’acqua.

Nell’antichità, una pratica dello Shintō prevedeva di colpire il corpo con delle bambole di paglia o carta a forma di essere umano, chiamate hitogata (人形, che significa letteralmente “forma umana”), per purificarsi. Successivamente, queste bambole venivano gettate nei fiumi o nei mari affinché portassero con sé i peccati e i mali delle persone.

Questo rito era anche parte delle cerimonie proprie degli imperatori del Giappone, che, profondamente influenzati dalla cultura cinese, avevano sincronizzato questa pratica con la tradizione cinese del misogi. In questa occasione, il corpo dell’imperatore veniva colpito con una bambola, trasferendo così il male che potesse risiedere in lui alla bambola stessa.

Durante il periodo Heian, questa pratica si diffuse rapidamente tra l’alta nobiltà giapponese. Per quanto riguarda la gente comune, soprattutto i contadini, il mese di marzo segnava l’arrivo della primavera e l’inizio dei lavori nei campi. In questo periodo, i contadini osservavano un periodo di digiuno in onore del ta no kami (田の神, la divinità protrettrice delle risaie) e anch’essi usavano colpirsi con le hitogata per esorcizzare il male, trasferendo le loro impurità su quest’ultime che poi venivano gettate nei corsi fiumi.

Successivamente, con sotto l’influenza del Buddhismo, le persone iniziarono a portare le hitogata al tempio, dove un monaco recitava preghiere per purificare le bambole, liberandole così dal male che vi era stato trasmesso. Venivano poi gettate nell’acqua o bruciate. In alcuni luoghi, venivano fatte un paio di bambole di paglia che venivano poste su una piccola barca di paglia e fatte galleggiare sull’acqua, sempre con l’intento di farle portare via i mali umani.

Verso la conclusione del periodo Muromachi (室町時代, 1336-1573), le hitogata iniziaro a prendere una forma più sofisticata. Talvolta realizzate in legno o argilla e rivestite di stoffa, le bambole furono esposte nelle case dei nobili anziché essere semplicemente gettate via dopo essere state portate al tempio. Man mano che diventavano sempre più graziose e raffinate, le bambole inziarono a trasfromarsi in veri e propri oggetti decorativi perderno il loro potere esorcizzante.

Tuttavia, in alcune regioni del Giappone, l’antica usanza di gettare le bambole nell’acqua proseguì come il rituale conosciuto come hina-nagashi o nagashi-bina, mantenendo il loro potere di esorcizzare. In alcuni santuari shintoisti, vengono ancora forniti piccoli foglietti ritagliati a forma umana. Si usa strofinare il corpo con essi e poi soffiare, trasferendo così impurità e problemi. Queste rappresentazioni umane vengono successivamente purificate da un sacerdote prima di essere bruciate o gettate nell’acqua.

Con il trascorrere del tempo, si crede che il rituale dell’hina-nagashi si è intrecciata con un gioco diffuso tra i bambini nobili noto come hiina-asobi (ひいな遊び), evolvendosi nell’attuale Hina Matsuri.

Le bambole, col passare del tempo, divennero così splendide che non potevano più essere considerate giocattoli e furono utilizzate esclusivamente come oggetti decorativi.

L’usanza di esporre le bambole nelle case come parte di una festa dedicata alle ragazze si è consolidata solo durante il periodo Edo (江戸時代, 1603-1868). Oggi, questa tradizione si è trasformata in una festa in cui parenti e amici si riuniscono per celebrare la crescita e la felicità delle giovani donne.

Come menzionato in precedenza, l’Hina Matsuri affonda le sue radici in antiche celebrazioni cinesi che si sono diffuse in Giappone, evolvendosi nel corso dei secoli fino a raggiungere la sua forma attuale. Durante questo processo di trasformazione, ha assunto il significato di un evento che auspica la salute e la prosperità delle giovani ragazze. È particolarmente significativo che si tenga durante il passaggio dall’inverno alla primavera, quando il clima diventa più dolce e promettente.

Anche la consuetudine di accostare l’Hina masturi con fiori di pesco ha anch’essa origini cinesi. Si riteneva che questi fiori avessero il potere di proteggere dalle influenze negative e dalle malattie, trasformandosi così in simboli di buon auspicio, utilizzati per allontanare avversità e malattie.

Le bambole, vestite con abiti del periodo Heian, vengono collocate su una piattaforma chiamata hina-dan (雛壇), composta da gradini, che si crede possa allontanare la sfortuna.

Nel corso del periodo Edo, quando la celebrazione delle bambole Hina divenne più formale, queste e i loro accessori venivano esposti su pavimenti o piattaforme a un unico livello. Verso la fine del periodo Edo, divenne comune esporli su sette o otto livelli, dando così forma alle bambole Hina e agli accessori che conosciamo oggi.

Queste bambole rappresentano i membri della Corte Imperiale: in cima troviamod due bambole dette dairi-bina (内裏雛), che rappresentano l’imperatore e l’imperatrice.

In una canzone per bambini intitolata “Ureshii Hinamatsuri“, la bambola maschile è chiamata o-Dairi-sama (お内裏様) e quella femminile o-Hina-sama (お雛様), diventando così i termini comunemente utilizzati.

Nel gradino sottostante sono posizionate le san-nin kanjo (三人官女), le tre dame di corte. Con il termine “Kanjo” ci si riferisce alle donne che prestano servizio nel palazzo interno dove risiede l’Imperatrice. Le tre Kanjo delle bambole Hina condividono questa stessa caratteristica, avendo avuto il compito di prendersi cura e istruire l’Imperatrice fin dalla sua infanzia.

In altre parole, le tre Kanjo sono donne di alto rango tra coloro che servono accanto all’Imperatrice, e per lei rappresentano figure affidabili e insostituibili, spesso paragonate a genitori o sorelle, che l’hanno sostenuta sin dalla sua infanzia.

Sul terzo gradino troviamo i go-nin bayashi (五人囃子), i cinuque musicisti secondo un disposizione ben precisa. In alcuni set di bambole Hina, questa posizione può essere occupata anche da musicisti di gagaku (雅楽), la musica di corte giapponese.

Guardando da sinistra a destra, avremo il suonatore di taiko (太鼓, il tamburo), l’ookawa-tsudzumi (大皮鼓, il grande tamburo a pelle), il kotsudzumi (小鼓, piccolo tamburo), il fue (笛, il flauto), e infine il cantante con in mano l’ōgi (扇, il ventaglio).

Scendendo di gradino troviamo gli assistenti di corte, che sono le guardie del corpo, conosciuti come zuijin (随身). I guardiani sono rappresentati come un giovane e un anziano, vestiti come samurai armati di archi e frecce in alcune set o come ministri del governo in altre. Tra le due bambole vengono riposti i doni destinati alla famiglia imperiale.

Sul gradino piu basso troviamo gli shichō (仕丁), conosciuti anche con il nome di Eji (衛士), agiscono come servi del sovrano, svolgendo varie mansioni. Partendo da destra, portano un cappello a falde larghe, uno sgabello per i sandali e un ombrello a lato. In diversi set, sono spesso rappresentati con attrezzi per la pulizia del palazzo imperiale, come scope, paletti e raschietti. Se osservati da vicino, mostrano una vasta gamma di espressioni.

Sui rimaneneti ripiaiani vengono riposti diversi tipi di accessori.

Potrebbe sembrare molto lavoro esporre tutte questa bambole, ma l’Hina Matsuri è un’usanza essenziale praticata in tutto il Giappone e di solito, nella maggior parte delle famiglie, vengono esposte solo le bambole del livello superiore (l’imperatore e l’imperatrice).

Le bambole rivestono un ruolo di grande importanza nella celebrazione della vita delle bambine, soprattutto per quelle di età compresa tra 0 e 1 anno. Durante questo momento speciale, le bambine vengono vestite con graziosi kimono e ricevono nuove bambole hina dai loro genitori o dai loro nonni, simboleggiando la gioia per la loro crescita e prosperità.

Anche se non esiste una data precisa, di solito le bambole vengono esposte dalla metà di febbraio, coincidendo con la festa di risshun (立春), il giorno che segna l’inizio della primavera nel calendario giapponese, fino alla metà di Marzo.

Tuttavia, è consigliabile evitare di esporre le bambole il giorno prima del festival di Jōshi no Sekku, ovvero il 3 Marzo, poiché si crede che possa portare sfortuna. Questo gesto è associato alle preparazioni della sera precedente a un funerale.

Secondo la tradizione giapponese, si crede che ritardare troppo nel riporre le bambole Hina potrebbe influire negativamente sul matrimonio. Queste bambole, parte integrante delle decorazioni stagionali, simboleggiano il rispetto per ciò che è prezioso e l’importanza di mantenere un ambiente ordinato.

Generalmente, le bambole Hina vengono riposte dopo il 3 Marzo. Tuttavia, è consigliabile non affrettarsi a farlo se le giornate sono umide o con tempo inclemente, poiché l’umidità potrebbe danneggiarle. È fondamentale riporle in giornate soleggiate e asciutte.

In alcune regioni del Giappone, è consuetudine esporle fino ai primi giorni di aprile. Generalmente si raccomanda di riporle entro la fine del mese di Marzo.

Non esiste una regola definita riguardo all’età fino alla quale le bambole Hina dovrebbero essere esposte. Poiché varia da famiglia a famiglia, si è soliti prendere una decisione in base alla cultura familiare e alle tradizioni locali.

Un punto di riferimento è rappresentato dai momenti salienti della crescita. Le bambole Hina, considerate come degli “amuleti” che proteggono dai mali e dalle sfortune, segnano un passaggio importante per le ragazze, simboleggiando il successo nell’acquisire l’indipendenza. Momenti come l’inizio degli studi universitari, l’ingresso nel mondo del lavoro o il matrimonio possono essere considerati il momento opportuno per concludere questa pratica.

Non solo i buoni auspici vengono celebrati tramite le bambole, ma soprattutto attraverso il cibo. In questa occasione, ci sono cibi speciali, ognuno con un proprio simbolismo.

Preparato con una varietà di ingredienti, il chirashi-zushi è confezionato con la speranza che la figlia non sia mai costretta a soffrire la fame nella sua vita. Tra i simboli più comuni, le radici di loto prevedono il futuro, mentre gamberi e gamberetti augurano longevità. Durante l’Hina Matsuri, il chirashi-zushi è ampiamente reperibile nei negozi di sushi, supermercati e gastronomie.

Hamaguri è una varietà di vongola e l’o-suimono è una zuppa chiara giapponese. Questa trasparente zuppa di vongole simboleggia una coppia perfetta grazie alla bivalvia delle vongole. Consumare questo piatto augura un matrimonio felice in futuro.

Questo dolce giapponese ha la forma di un diamante e si compone di tre strati colorati disposti dall’alto verso il basso: rosso, bianco e verde. Il rosso o rosa simboleggia i fiori di pesco o la vita, il bianco rappresenta l’inverno e il verde evoca la primavera. La forma a diamante è associata alla fertilità, mentre i tre colori nel loro insieme significano buona salute.

Fatti con riso e colorati con pesca, verde, rosso/rosa e bianco, questi cracker di riso in miniatura rappresentano le quattro stagioni e augurano una buona salute e vitalità per tutto l’anno. Originari di Kyōto, nella versione Kansai si trovano in diverse tonalità, che possono variare anche in base al sapore, come gamberi per il rosa o aonori per il verde. Al contrario, la versione Kantō ha una forma sferica, è dolcificata e colorata con lo zucchero.

L’amazake, conosciuto anche come shiro-zake (白酒, sake bianco), viene prodotto attraverso la fermentazione del riso glutinoso. Questa bevanda dolce e alcolica contiene meno dell’1 percento di alcol, rendendola sicura anche per i bambini. Questa versione è stata creata seguendo la consuetudine di bere l’amazake per purificare il corpo.

Durante l’Hina Matsuri, si cominciò a bere shirozake verso la metà del periodo Edo. Si narra che questa abitudine sia nata per scacciare i mali e la sfortuna dalle ragazze, e che le distillerie di quel periodo abbiano iniziato a vendere shirozake in corrispondenza di questa festività, trasformandolo in una bevenda popolare consumato ogni anno.

Questi dolci mochi rosa, morbidi e invitanti, sono farciti con anko (dolce pasta di fagioli rossi) e avvolti in una foglia di sakura marinata. La combinazione della consistenza masticabile esterna e dell’interno cremoso, insieme al sapore dolce dell’anko e della foglia salata, è davvero eccezionale.

Le temari erano originariamente delle sfere di stoffa ricamate utilizzate per giochi tradizionali. Allo stesso tempo, sono anche piccoli sushi a forma di palline, facili da preparare e personalizzabili con vari ingredienti colorati. Durante l’Hinamatsuri, queste palline sono spesso decorate con ingredienti dai colori verde, rosa, bianco e giallo, come foglie di shiso, salmone affumicato, calamari e omelette.

In conclusione, l’Hinamatsuri offre non solo un’opportunità per celebrare le giovani donne e augurare loro una vita piena di felicità e prosperità, ma rappresenta anche un momento speciale per riunire famiglie e amici, condividendo tradizioni secolari e creando ricordi preziosi per le generazioni future.