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Kakizome – 書き初め

La prima scrittura del nuovo anno.

In Giappone, durante le vacanze di Capodanno ci sono molte tradizioni e festeggiamenti. Inoltre, l’inizio dell’anno è un momento perfetto per decidere cosa vogliamo realizzare durante l’anno. Ultimamente si sente molto dire che se si scrivono i propri propositi su un foglio di carta è più probabile che questi vengano raggiunti. Anche i giapponesi hanno l’usanza di scrivere i loro propositi per il nuovo anno con un pennello calligrafico il 2 Gennaio. Questa tradizione è nota come kakizome (書き初め), la prima scrittura del nuovo anno. Nel Giappone antico il kakizome era pratica esclusiva degli ambienti della corte imperiale ma, grazie alla diffusione dell’istruzione nelle scuole interne a templi e santuari questa tradizione si diffuse anche tra la popolazione durante il periodo Edo. Oggi il kakizome è un’usanza che può essere pratica da chiunque, senza limiti di età o classe sociale, per accogliere nel migliore dei modi il nuovo anno.


書は人なり。

Sho ha hito nari.

“La scrittura rivela la personalità”


La scrittura è un’esternalizzazione della personalità di una persona, che rappresenta quindi uno sforzo di crescita come persona. Per questo motivo i giapponesi cercano di avere sempre una bella scrittura. Lo shodō (書道) o shūji (習字), ovvero la calligrafia, è una materia obbligatoria alle scuole elementari, dove i bambini giapponesi imparano non solo a scrivere correttamente hiragana, katakana e kanji, ma anche la corretta postura di scrittura e la corretta impugnatura del fude (筆) il pennello che si usa nella calligrafia. È usanza normale che gli insegnanti assegnano ai bambini il kakizome, come compito durante le vacanze di Capodanno e durante quelle estive.
Avere una bella calligrafia è molto importante in Giappone non solo per mostrare le proprie abilità ma anche perché la maggior parte delle aziende giapponesi richiedono ancora curriculum scritti a mano. Un bel curriculum scritto a mano dà quasi sempre una buona impressione, quindi chi cerca lavoro ci mette molta cura nel prepararlo. Specialmente nel caso di noi stranieri, presentare un curriculum scritto con cura, avrà di sicuro un ottimo impatto sui possibili datori di lavoro che per esperienza sono sempre molto zelanti ed attenti a questi dettagli.

Il kakizome era, ed è tuttora, considerato un rituale speciale che aiuta le persone a liberare la mente e concentrarsi sull’espressione della loro determinazione attraverso la scrittura. Ogni linea, ogni tratto ed ogni punto, diventano una forma di meditazione. Una volta finito il vostro kakizome, appendetelo alla parete. La sua vista ci darà la determinazione e la volontà di realizzare il vostro proposito per il nuovo anno. I kakizome vanno poi normalmente portati al santuario per essere bruciati assieme alla decorazioni utilizzate durante lo shōgatsu.

Il kakizome affonda le sue radici nell’evento di corte di periodo Heian chiamato kissho no sō (吉書の奏), che consisteva nella presentazione di un documento all’Imperatore per celebrare eventi come il nuovo anno ma anche il cambio di nome di una regione o il cambio di un capofamiglia. Si trattava più di una procedura amministrativa, dal contenuto cerimoniale, per indicare che tutto stava procedendo senza intoppi. Questo rituale fu ripreso poi durante il periodo Kamakura e Muromachi come evento rituale di Capodanno chiamato ed il nome cambiò in kissho-hajime (吉書始め). Questo documento veniva prodotto da un magistrato, conosciuto con il nome di kissho-bugyō, ed era ovviamente scritto utilizzando un mōhitsu (毛筆), un pennello per la scrittura.
Nel periodo Edo (1603-1867), il kissho-hajime si diffuse tra la popolazione comune come evento per celebrare il nuovo anno. Sempre durante questo periodo per poter entrare in servizi presso il bakufu, si doveva sostenere un esame detto hissan-ginmi (筆算吟味), ovvero una prova di aritmetica scritta ed era quindi fondamentale possedere una buona calligrafia.
Quando il kakizome iniziò a diffondersi tra la popolazione era usanza prendere la wakamizu (若水), la prima acqua dell’anno direttamente dal pozzo e averla offerta ai kami veniva usato per preparare l’inchiostro con il quale venivano scritti dei versi di poesia rivolti verso la direzione della benedizione dell’anno.

Che significato ha il kakizome?

  • Attraverso il kakizome si esprime il desiderio di migliorare la propria calligrafia. Scrivendo con la prima acqua dell’anno si prega il kami del nuovo anno di aiutarci a migliorare la propria scrittura.
  • Rinfrescare la mente sulle proprie aspirazioni. Si crede che scrivere obiettivi e aspirazioni per l’anno a venire sia un modo per rinnovare la propria volontà.

Spesso si scrivono aspirazioni e preghiere per il nuovo anno, ed è prassi scrivere parole che esprimono obiettivi e sforzi. Sono anche comuni gli yoji-jukugo (四字熟語) che sono delle composti idiomatuci di quattro kanji che sono usati anche per augurare buona salute e felicità.

Di seguito un elenco di parole e yoji-jukugo più maggiormente usati nel kakizome

Hishō – 飛翔

Significa volare, spiccare il volo. È un classico che viene spesso scritto come kakizome perché si crede porti fortuna. Inoltre, entrambi i kanji che formano la parola sono ricchi di punti e hane che richiedono un equilibrio sorprendente per essere scritti bene.

Chōsen – 挑戦

I termini sfida e battaglia che compongono questa parola sono particolarmente adatti in prospettiva dell’anno nuovo.

Ichigo-ichie – 一期一会

Letteralmente può essere tradotto come “un arco di tempo, un incontro”. Nel senso che ogni incontro è un fatto unico nell’arco della vita di una persona. Ogni incontro con un’altra persona va affrontato pensando anche che non potremmo rivedere mai più quella persona e quindi bisogna far sì di non avere rimpianti per come ci si è comportati.

Ichii-senshin – 一意専心

Concentrarsi su una cosa alla volta e perseverate fino a che non l’avete portata a termine. Se avete qualcosa di importante che state facendo da molto tempo, queste parole sono consigliate per rinnovare i vostri propositi nel nuovo anno.

Come scritto in precedenza, una volta completato, il vostro kakizome va affisso in bella vista in modo da poter essere riletto per rinnovare il proprio spirito. Normalmente vanno conservati fino alla fine del del matsu no uchi (ovvero il 7 o 15 Gennaio a seconda della zona del Giappone), il periodo in cui si dice che il kami del nuovo anno rimanga nelle nostre case. Finito questo periodo, vengono portati al santuario e bruciati insieme alle decorazioni di Capodanno in un festival noto come sagichō (左義長). Questo rituale è un evento conosciuto in diverse regioni come dondo-yaki (どんど焼き), saito-yaki (さいと焼き) oppure oni-bitaki (鬼火焚き). Si crede che più le fiamme si alzano durante questo evento, più la propria scrittura migliori.

Chiunque può avvicinarsi alla calligrafia perché per iniziare non è proprio necessario possedere il set completo. In commercio sono vendute delle penne per calligrafia, dette fude-pen (筆ペン) che permettono a chiunque di esercitare scrivendo sulla carta comune.
Se siete dei turisti e vi trovate in Giappone durante il Capodanno potreste fare questa esperienza. I tratti decisi che compongo i kanji, impressi su un pezzo di carta bianca immacolata potrebbero darvi la determinazione e la volontà di realizzare i vostri propositi per il nuovo anno. O forse rimarranno solo una bella opera d’arte da guardare ogni giorno. In ogni caso, è un grande pezzo di cultura giapponese da tenere con sé.