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Usuzumi – 薄墨

L’inchiostro diluito

Perché i giapponesi usano l’usuzumi per scrivere sulle buste di condoglianze?

Nelle cerimonie funebri giapponesi, le buste di condoglianze, dette gokōden (御香典), sono un elemento fondamentale. La tradizione vuole che vengano scritte a mano con inchiostro nero, ma in modo particolare, si consiglia infatti di diluire l’inchiostro per ottenere variazioni di grigio più tenui. Questo inchiostro diluito ė conosciuto in Giappone con il nome di usuzumi (薄墨).

Il termine usuzumi (薄墨) è composto da due kanji:

薄 (usu): significa “sottile”, “leggero”, “debole”.
(sumi): che indica “inchiostro giapponese”.
Quindi, letteralmente, usuzumi, significa “inchiostro sottile” o “inchiostro leggero”. In italiano, viene tradotto come “inchiostro diluito”.

Chiaramente al giorno d’oggi raramente si utilizza il pennello e l’inchiostro ma si trovano in vendita delle penna o dei timbri con il vostro nome di famiglia con inchiostro di varie gradazioni di grigio.

Perché si usa l’inchiostro diluito per scrivere sulle buste delle condoglianze in Giappone?

Simboleggiare il lutto

L’usuzumi, con la sua tonalità più tenue, evoca l’immagine delle lacrime versate per il defunto, la gravità e la solennità del momento.

Rispetto per il defunto e la sua famiglia

L’inchiostro diluito esprime umiltà e rispetto verso il defunto e per il dolore della sua famiglia. Mia moglie mi spiegava che scrivere con inchiostro nero intenso potrebbe essere visto come un atto di arroganza e poco rispettoso.

Esistono diverse teorie sul perché si usi l’inchiostro diluito. La più diffusa è che simboleggia il dolore per la perdita del defunto. In passato, non esistevano penne come le conosciamo oggi, e la scrittura avveniva principalmente con pennelli intinti nell’inchiostro. L’inchiostro diluito, essendo più fluido e chiaro rispetto all’inchiostro normale, evoca l’immagine delle lacrime che offuscano la vista e diluiscono l’inchiostro.

Un’altra teoria sostiene che l’inchiostro diluito rappresenti la fretta con cui ci si reca al funerale dopo aver appreso la notizia della morte. In questo caso, il tempo per preparare l’inchiostro correttamente è limitato, e si usa quindi l’inchiostro diluito per simboleggiare la premura di giungere al fianco del defunto e dei suoi familiari.

Indipendentemente da una teoria specifica, l’uso dell’usuzumi sulle buste di condoglianze è una tradizione consolidata che affonda le sue radici nel passato. Si presume che questa usanza risalga al periodo Edo (江戸時代, 1603-1868), ben prima che le penne diventassero di uso comune, ovvero prima dell’epoca Meiji (明治時代, 1868-1912).

Sebbene sia generalmente considerato un segno di rispetto utilizzare l’inchiostro diluito per scrivere sulle buste di condoglianze, questa regola non è universale.

In alcune zone del Giappone, infatti, è consuetudine utilizzare inchiostro normale anziché diluito. Per esempio un mio collega che proviene dal Kansai mi ha detto che a Kyōto, l’inchiostro diluito non veniva mai usato in passato. Solo ultimamente l’utilizzo dell’inchiostro diluito sta diventando più frequente, anche se non ancora la norma.

Per questo motivo, se vi siete appena trasferiti in Giappone o da una regione ad un’altra all’interno del paese, è sempre consigliabile informarsi in anticipo sulle usanze locali per evitare di commettere errori e dare un’impressione negativa.

Esistono infatti diverse altre zone del Giappone dove l’inchiostro diluito non è utilizzato. Non conoscendo le usanze locali, si rischia di incorrere involontariamente in una mancanza di rispetto.

Se non possedete un pennello e inchiostro diluito, non è un problema utilizzare un normale pennello con inchiostro nero. Tuttavia, oggigiorno è possibile trovare facilmente pennelli con inchiostro diluito, detti usuzumi no fudepen  (薄墨の筆ペン) anche presso i konbini, quindi è consigliabile procurarsi uno di questi se non si è di fretta. Normalmente questi pennelli possiedono due estremità, una per scrivere con il classico inchiostro nero e una per scrivere usando l’ usuzumi. Quelli economici hanno poco inchiostro al loro interno e durano decisamente poco.

Quando scrivete con questi pennelli vi consiglio di fare molta attenzione perché l’usuzumi, contenendo più acqua rispetto all’inchiostro normale, è più facile che si vada a sbavare e renda la scrittura poco leggibile. Per evitare questo problema, consiglio di muovere il pennello più velocemente durante la scrittura. Inoltre, tamponate la punta del pennello con un fazzoletto di carta prima di scrivere per rimuovere l’eccesso di inchiostro.

Volendo seguire alla lettera l’etichetta di preparazione del kōden sappiate che esistono diverse gradazioni di grigio da utilizzare a seconda del grado di parentela con il defunto. Un grigio più chiaro indica un legame più lontano.

L’unica parte della busta di condoglianze su cui è possibile utilizzare penne a sfera o pennarelli è la busta interna. In questo caso, la leggibilità è fondamentale, in quanto l’importo del denaro donato deve essere chiaro per i familiari del defunto. Importante scrivere anche l’indirizzo per ricevere il dono di ritorno, okaeshi (お返し), che la famiglia del defunto è solita spedire a casa per chi non ha potuto partecipare ma ha comunque consegnato il kōden tramite un’altra persona.

In molti negozi è possibile trovare buste di condoglianze già prestampate. In questo caso, non è necessario preoccuparsi di scrivere a mano, ma è importante assicurarsi che la stampa sia di alta qualità e che l’inchiostro sia di un colore nitido e mai sbiadito.

Il motivo per cui si usa l’usuzumi per i kōden, che si consegna quando ci si reca alla tsuya (通夜), la veglia funebre e alla cerimonia di commiato è perché si tratta di eventi improvvisi, a cui non ci si può preparare e a cui si partecipa in fretta, dopo aver ricevuto la notizia improvvisa del lutto. Come abbiamo già detto, in generale si usa l’inchiostro diluito per le condoglianze per esprimere il proprio dolore per la perdita del defunto, ma è importante ricordare che si usa anche per simboleggiare proprio la fretta con cui si è giunti al funerale.

Curiosità che riguarda le banconote che vanno inserite nel kōden. Normalmente in Giappone quando si consegnano dei regali in segno di augurio o di congratulazioni, come quando si partecipa ad un matrimonio, vengono sempre usate banconote nuove, perfette senza nessuna piega.

Al contrario, le banconote inserite in un kōden sono normalmente dalle banconote usate. Ciò si basa sulla convinzione che, poiché le banconote nuove devono essere preparate in anticipo, se le avete pronte, potrebbe passare il messaggio che avete previsto la morte della persona.

Al contrario, per commemorazioni come il shijūkunichi (四十九日, quarantanovesimo giorno dopo la morte), l’isshuki (一周忌) e il sankaiki (三回忌), rispettivamente il primo anno e il secondo anniversario della morte, si usa il classico inchiostro scuro. Questo perché non c’è bisogno di usare l’inchiostro diluito per eventi che sono programmati in anticipo e per i quali si ha quindi il tempo di prepararsi.

In conclusione mi sento di dire che l’ utilizzo dell’usuzumi nella preparazione del kōden è un gesto di rispetto e di attenzione verso il defunto e la sua famiglia. È importante seguire l’etichetta e utilizzare l’inchiostro diluito solo per le occasioni appropriate. In questo modo, si dimostra la propria sensibilità sia verso il defunto sia verso la sua famiglia.