Mese: Novembre 2024

  • Saba-kaidō, la via dello sgombro

    Saba-kaidō, la via dello sgombro

    Immagina di camminare lungo un’antica via, tra montagne e valli, con una gerla piena di sgombri freschissimi destinati alla corte imperiale. Benvenuti sulla Wakasa-kaidō (若狭街道), conosciuta anche come saba-kaidō (鯖街道), la “via dello sgombro” che collegava un piccolo angolo di Giappone alla potente Kyōto. In realtà, non si trattava di un unico percorso, ma di una rete di sentieri che collegavano le coste di Wakasa alla capitale imperiale.

    Situata nella parte sud-occidentale dell’attuale prefettura di Fukui, Wakasa era un vero e proprio scrigno di ricchezze naturali. Le sue acque pullulavano di pesce, mentre le terre fertili producevano abbondanti raccolti. Il porto di Obama, punto di partenza della storica Wakasa-kaidō, era un brulicare di attività. Le possenti navi kitamaebune (北前船) solcavano le acque, portando ricchezze e prodotti freschi da ogni angolo del Giappone. Tra questi, lo sgombro, o saba (鯖), era il re incontrastato.

    La Wakasa-kaidō serpeggiava tra montagne e valli, da Obama a Kumagawa, passando per Ōhara, fino a Demachi. Un viaggio che, in termini odierni, equivale a circa 80 chilometri, ma che all’epoca richiedeva un giorno e una notte di cammino faticoso. I portatori percorrevano chilometri e chilometri su sentieri tortuosi, superando valichi montani e attraversando fitte foreste. Lo sgombro, appena pescato nelle acque cristalline del Mar del Giappone, era un vero e proprio tesoro. La sua carne, soda e dal sapore intenso, era destinata a deliziare il palato dell’Imperatore e della sua corte.

    I miketsu kuni

    Sapevate che un tempo in Giappone esistevano delle regioni speciali, chiamate miketsu-kuni (御食国), le terre del cibo offerto all’Imperatore? Wakasa, come riportato nell’engishiki, un codice di leggi del periodo Heian (794-1185), era una di queste. I prodotti, chiamati mini-e (御贄), di questa regione, tra cui il prezioso sgombro, erano considerati un vero e proprio tributo all’imperatore. Non a caso, la Wakasa kaidō venne ribattezzata “via dello sgombro”, un nome che evoca un’immagine vivida di uomini che, con fatica e dedizione, portavano un dono prezioso alla corte imperiale.

    Lo sgombro pescato all’alba, leggermente salato per conservarlo durante il lungo percorso, raggiungeva Kyōto. La sua carne, durante il viaggio, si rassodava, acquisendo un sapore intenso ed equilibrato che deliziava i palati dei nobili e dei cittadini.

    C’è addirittura un antico proverbio giapponese che recita:

    秋鯖嫁に食わすな

    Akisaba yome ni kuwasuna

    Non dare lo sgombro autunnale a tua moglie

    Questo detto sottolinea il momento migliore per gustare l’akisaba (秋鯖), lo sgombro autunnale, quando il pesce, dopo la frenetica attività riproduttiva del periodo estivo, accumula grassi che ne esaltano il sapore, rendendolo una prelibatezza irresistibile che si vorrebbe tenere tutta per sé senza condividerla nemmeno con la propria moglie.

    Oggi, la Wakasa kaidō è un sentiero storico che ci permette di ripercorrere le orme dei portatori di quel periodo e di apprezzare la ricchezza e la varietà della cultura giapponese. La sua eredità va ben oltre il semplice commercio dello sgombro. È un simbolo di un’epoca in cui le relazioni tra le diverse regioni del Giappone erano strettamente legate al cibo e alle tradizioni locali.

    Se state viaggiando in questo periodo in Giappone non perdete l’occasione di gustarvi un buon sabazushi.

  • Cos’è lo Shinto

    L’altro giorno ho capito una cosa che mi stava sul gozzo da tempo e che non sapevo neppure di non sapere, che non sapevo neppure di stare cercando. Eccola Cosa intendono dire queste persone quando parlano di shintō, una parola che aborro?
    L’uso della parola shintō fra stranieri è sempre stato un mistero per me, perché la parola non viene mai e dico mai usata in giapponese. E allora perché i giapponesi la usano quando parlano con stranieri? A questo punto la folgorazione. I giapponesi usano questa parola perché la usano gli stranieri, appunto. Questo è il punto chiave. I giapponesi la usano perché la usiamo noi, esattamente il stesso meccanismo visto nella scomparsa del termine gaijin, che i giapponesi tendono a non usare perché sanno che noi stranieri pensiamo erroneamente sia un termine discriminatorio. E gli stranieri, perché la usano? Perché è stata loro insegnata dagli stessi giapponesi prima della seconda guerra mondiale. Ma sappiamo che quella definizione è falsa. Pura propaganda
    Ma questa parola, allora, cosa vuole dire?
    Ora arriva l’interessante, perché ci sono tre possibilità diverse.
    Nella bocca degli stranieri, il termine è una religione più o meno come il cattolicesimo, con un fondatore, regole, una comunità e così via. Questo shintō non esiste. Lo Shinto non è una religione.
    Poi esiste lo scinto dei santuari, che in giapponese non si chiamano santuari shintō. Non si chiamano neppure santuari. La tassonomia dei luoghi di culto giapponese è un mondo ancora sconosciuto (non a me.)
    La seconda definizione possibile viene dai santuari stessi e dall’associazione che li rappresenta, il Jinja Honcho. Tenete presente che questi santuari sono ciascuno dedicati ad uno spirito diverso,che ha una genesi sua e che in un certo senso è un culto a sé stante. Per loro l’unico shintō è quello di Stato, quello di prima della guerra, uno scinto di Stato cui vogliono ritornare.
    Poi c’è lo Shintō dei giapponesi che parlano di con gli stranieri che parlano di scinto.
    Inutile dire che è molto diverso da quello che gli stranieri hanno in testa.
    Che girotondo di cantonate, a ciascuno la sua.
    Ma è importante? Certo che è importante. È importante o no il cattolicesimo per capire gli italiani? Cazzo che è importante. Perché non dovrebbe esserlo allora lo scinto in un quarto senso, quello che usano i giapponesi quando parlano di scinto fra e dicono che non è una religione. Lo scinto è semplicemente il modo di concepire la realtà dei giapponesi. Un modo di vedere la realtà per noi surreale. Una realtà dove i morti sono vivi, ti parlano e vogliono cose da te. Una realtà fatta di paura di cose che non si vedono. Una realtà individuale, ciascuno si fa la sua. Non è così che funzionano le realtà da noi. La realtà per definizione è una. Non qui. Il processo di comprensione del Giappone, ne sono più che mai convinto, comincia da qui.

  • Cosa sono il Buddhismo giapponese e lo Shintō

    La questione riguarda correttamente non il Buddhismo in generale, ma il Buddhismo giapponese, che è una realtà completamente diversa. Il Buddhismo giapponese, in tutte le sue scuole, non è il vero Buddhismo perché al suo centro non si trovano le Quattro Nobili Verità, ma il culto degli antenati giapponesi, che ha tanto a che fare con il vero Buddhismo quanto la pizza italiana autentica. Inoltre, un Shogun lo ha introdotto per motivi puramente politici. Nello specifico, il Buddhismo è stato incaricato del culto degli antenati da Tokugawa Iemitsu (1604–1651), e oggi i templi buddhisti in Giappone sono poco più che cimiteri. Il culto degli antenati è in realtà incompatibile con il vero Buddhismo. Quindi, qual è la vera relazione tra Buddhismo e Shinto?

    Aspetta un momento. Ho un’altra domanda. Cos’è lo Shinto? Vorrei porre alcune domande al signor Hantani Sadahiko. Spero che possa confermare ciò che dico o dirmi se sbaglio.

    1. È vero che nessun giapponese usa mai il termine Shinto e che nessuna associazione, nessun partito politico, nulla in Giappone è mai chiamato Shinto? Risponderò per lui. Sì, è vero. I giapponesi normali non usano mai il termine Shinto.

    2. Quelli che in inglese sono chiamati santuari Shinto in giapponese sono classificati in realtà in vari modi: myōjin, jinja, taisha, jingū e così via. Mai con un’espressione chiamata Shinto.

    3. Quindi, cos’è lo Shinto?

    Lo Shintō non è altro che il modo in cui gli stranieri chiamano il culto dei kami e degli antenati, qualcosa di così profondamente radicato nei giapponesi che la maggior parte di loro non si rende nemmeno conto che esiste. Non hanno nemmeno un nome per esso; è un modo di vedere il mondo, non una religione.

    Perché gli stranieri usano il termine Shinto? Perché fino al 1945 il termine era usato dal governo giapponese per descrivere il culto dei kami. I giapponesi non lo facevano, ma gli stranieri lo fanno ancora.

    La differenza, la vera differenza (e capire questo mi è costato venticinque anni di riflessione), è che il Buddhismo giapponese si occupa di eventi legati alla morte e alla contaminazione (kegare). Il suo scopo è riportare i luoghi o le persone contaminate alla purezza.

    Il culto dei kami si occupa di tutto ciò che riguarda la luce, la vita, la riproduzione, la prosperità e la nascita.

    Si completano meravigliosamente a vicenda.

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    English

    Please correct, translate into Italian

    The question correctly speaks not of Buddhism, but of Japanese Buddhism, which is a completely different thing. Japanese Buddhism, all schools included, is not Buddhism because at its center you will not find the Four Noble Truths but Japanese ancestor worship, which has as much to do with real Buddhism as it has to real Italian pizza. What’s more, a Shogun put it there for purely political reasons. Specifically, Buddhism was put in charge of ancestor worship by Tokugawa Iemitsu (1604–1651), and today Buddhist temples in Japan are little more than cemeteries. Ancestor worship is actually incompatible with true Buddhism. So, what is the true relationship between Buddhism and Shinto?

    Now, wait a minute. I have another question. What is Shinto? I will ask, if I may, Mr Hantani Sadahiko some questions. He will, I hope, either confirm what I say or tell me I am wrong .

    1 Is it true that no Japanese ever uses the term Shinto and that no association, no political party , nothing in Japan is ever called Shinto? I will answer for him. Yes it’s true. Normal Japanese don’t use the term Shinto. EVER.

    2 What are called Shinto Shrines in English in Japanese are classified in reality in a variety of ways: myōjin, Jinja, Taisha. Jungū and so forth. NEVER with an expression called Shinto.

    3 So, what is Shinto?

    SHINTŌ is no more than the way foreigners call the cult of kami and ancestors, something so deeply ingrained in the Japanese that most of them do not even realize it is there. Neither do they have a name for it, It’s a way of seeing the world, not a religion.

    Why do foreigners use the term Shinto? Because until 1945 the term was used by the government of Japan to describe kami worship. The Japanese never did, foreigners still do.

    The difference, the REAL difference (and understanding this has cost me twenty five years of reflection, is that Japanese Buddhism deals with events having to do with death and defilement (kegare). It’s purpose is to bring contaminated places or people back to purity.

    Kami worship deals with everything regarding light, life, reproduction, prosperity and birth.

    They complement each other wonderfully.

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